Dedicato a tutti quelli che vogliono sapere qualcosa di me (Daniele Gessa, nato e vissuto in Sardegna fino al 1998. Poi il "Continente" lo ha risucchiato. E Daniele non si è opposto. Giornalista praticante iscritto al master di Padova, ora vive in Padania. Ma ogni notte sogna la sua isola... e ogni giorno si barcamena alla ricerca di un approdo, schivando i colpi bassi e le coltellate alle spalle). Dedicato anche .....A CHI NEL CORSO DE LA VITA MIA/ S'E' PREMURATO SEMPRE DE FREGAMME/ A CHI M'HA PRESO SENZA MAE RIDAMME/ A CHI PER SUO VANTAGGIO O PER SUA MANIA/ HA FATTO CONTRO ME CALUNNIA E SPIA/ A CHI M'HA ROTTO QUELLI TRA LE GAMME/ A CHI PEL CULO HA FATTO FOCO E FIAMME/ PERCHé DAL POSTO MEJO ANNASSI VIA/ A TUTTI QUELLI CHE M'HANNO ROVINATO/ LA LIBBERTA' LA GIOJA E L'ESISTENZA/ A CHI M'HA RISO, A CHI HA CANZONATO/ A CHI M'HA DETTO IN OGNI CASO: NO/ ...DOPO UN ESAME SERIO E DE COSCIENZA/ 'NCROCIO LI BRACCI E JE FACCIO: THO! ...un grazie di cuore a Pasquino

Una laurea in lingua cinese? Spesso porta lontano, molto lontano. Articolo pubblicato sul Sole24Ore del 25 febbraio 2005
Lasciano tutto per andare a lavorare a migliaia di chilometri di distanza. Sono i laureati in lingue orientali a Ca' Foscari. Veneti in giro per il mondo con in tasca un titolo di studio che, a volte, può portare veramente lontano. Come Davide Cucino, da Vicenza a Pechino per la piemontese Fata, oggi anche presidente della Camera di Commercio italiana in Cina. "La lingua non basta, servono competenze economiche. Io stess - dice Cucino - non metterei mai in un posto di responsabilità un semplice orientalista". Il passato e il presente: "Sono qui dal 1990, prima di terminare gli studi ho iniziato lavorando come interprete. Oggi amo questo paese, uno dei pochi posti al mondo dove il lavoro è veramente sacro. E dove l'economia muta velocemente: prima le trattative coi cinese erano molto lunghe. Ora sono gli italiani i più titubanti. Per questo hanno bisogno di bravi mediatori culturali".
Per un'azienda piemontese, la Loro Piana, lavora anche Cristina Zanni, di Chioggia, tesi sulla poesia cinese nel 1992. "Sono partita per Hong Kong senza alcun contatto. Oggi dirigo un ufficio che opera come buyer. Per capire le controparti la conoscenza della lingua è fondamentale: poi, è chiaro, devo aggiornarmi sui prodotti. Gran parte del lavoro consiste però nel mantenere rapporti coi locali e nel sapersi muovere senza indugi. Ma conosco italiani che si vantano di non aver mai preso un taxi e di vivere nel loro ghetto di cristallo per espatriati. Sono, in genere, persone che vengono mandate dalle aziende, anche venete, non perché abbiano determinate conoscenze, ma solo perché ricoprono una certa carica".
Basta, quindi, la sola laurea in lingue? "Assolutamente no - dice Gabriele Scapin, nello Shandong per la Sella & Mosca Winery - ricevo numerosi curriculum di neolaureati, che erroneamente pensano che sia un elemento sufficiente. Il mio consiglio, invece, è di fare sempre uno stage in un'azienda in Cina una volta terminati gli studi".
Lavorerà invece in Italia Maria Teresa Abiti, di Spinea, pronta a partire per la Lombardia: "Sono stata assunta da un'azienda milanese di pellame che commercia con l'Oriente. E sono stata costretta ad andare via dal Veneto dove, ho l'impressione, gli sbocchi non sono tanti e dove le aziende preferiscono assumere uomini".
Eppure anche un uomo, il padovano Carlo Zambotti, ha dovuto cambiare regione. "Oggi sono l'addetto all'import della Gipsy, un ricamificio di Carpi. Sono entrato in azienda dopo un corso di project management organizzato dal Fòrema. In Cina? Vado tre o quattro volte l'anno".
Nell'import lavora anche Paolo Sesso, responsabile commerciale della Simasv di Thiene, azienda che produce utensili per la lavorazione della lamiera: "Ho studiato due anni in Cinam sentivo che l'università non mi sarebbe bastata. E in effetto, se guardo alla carriera che hanno fatto i miei amici di un tempo, mi accorgo che l'occupazione dei laureati in lingue orientali è la più svariata. Io mi ritengo fortunato".
Ed è proprio per fare un po' d'ordine che un altro padovano, Matteo Damiani, ha fondato e gestisce con alcuni amici Cinaoggi.it, sito attivo dal 2002. "Abbiamo messo in piedi una bacheca virtuale con offerte e proposte di lavoro molto mirate. Ogni giorno circa mille contatti, dei quali 800 singoli. Un successo che forse ci porterà al grande passo: stiamo già pensando di trasferirci in Cina, per continuare da là il nostro lavoro".


Nome: Daniele Guido Gessa
Giornalista praticante, iscritto al master in giornalismo dell'Università di Padova.
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