Una sorta di vetrina

Dedicato a tutti quelli che vogliono sapere qualcosa di me (Daniele Gessa, nato e vissuto in Sardegna fino al 1998. Poi il "Continente" lo ha risucchiato. E Daniele non si è opposto. Giornalista praticante iscritto al master di Padova, ora vive in Padania. Ma ogni notte sogna la sua isola... e ogni giorno si barcamena alla ricerca di un approdo, schivando i colpi bassi e le coltellate alle spalle). Dedicato anche .....A CHI NEL CORSO DE LA VITA MIA/ S'E' PREMURATO SEMPRE DE FREGAMME/ A CHI M'HA PRESO SENZA MAE RIDAMME/ A CHI PER SUO VANTAGGIO O PER SUA MANIA/ HA FATTO CONTRO ME CALUNNIA E SPIA/ A CHI M'HA ROTTO QUELLI TRA LE GAMME/ A CHI PEL CULO HA FATTO FOCO E FIAMME/ PERCHé DAL POSTO MEJO ANNASSI VIA/ A TUTTI QUELLI CHE M'HANNO ROVINATO/ LA LIBBERTA' LA GIOJA E L'ESISTENZA/ A CHI M'HA RISO, A CHI HA CANZONATO/ A CHI M'HA DETTO IN OGNI CASO: NO/ ...DOPO UN ESAME SERIO E DE COSCIENZA/ 'NCROCIO LI BRACCI E JE FACCIO: THO! ...un grazie di cuore a Pasquino

martedì, 26 aprile 2005

 


AUTORE Maria Pia Pozzato

TITOLO L’Allievo
EDITORE Bompiani
PAGINE 170
PREZZO 6,80 euro

"Non le sembra più interessante, meno banale, intendo, questa definizione della passione come qualcosa che fa agire, questo trascinamento nella passione, che avviene però sotto l’occhio vigile, spietato quasi, dell’intelligenza? Pensiero, attenzione, sforzo verso la comprensione e l’espressione. La passione può essere anche questo".

L’amore spesso arriva come una folata improvvisa di maestrale, accompagnata da una musica irregolare ma trascinante. Trasportandoci verso terre dove mai avremmo creduto di approdare e verso esperienze che, come tutte quelle che nascono e muoiono in suoli sconosciuti, hanno sempre il sapore, anche nel ricordo, dell’esotico e del proibito.
Sulla città soffia un vento gelido dal Nord e le giornate diventano improvvisamente invernali. Eppure lo spirito di Adele, per lei -già innamorata e sazia di quello che ha- inspiegabilmente, si scalda di giorno in giorno grazie ad Eugenio, obbligandola, quasi con violenza, alla riscoperta di sensazioni che credeva legate solo alla prima stagione della sua vita. Costretta ai suoi tailleur d’ordinanza, spaventata dal verdetto inappellabile del tempo, che, ogni tanto, quando Adele si guarda allo specchio, reclama la sua invincibilità, dopo uno strano sogno si ritrova improvvisamente catapultata in un mondo percepibile solo tramite i solchi che le passioni incidono nel vinile del corpo. La musica, di nuovo, con i suoi spartiti da seguire, come unica metafora capace di rendere a pieno il legame che lega mente e corpo, la nostra memoria, che classifica e ordina, al mondo fisico, caotico, che ci circonda e che è in noi. La sinfonia, apparentemente confusa ad un primo ascolto, che rivela, invece, con l’esercizio, una logica onnipotente, universale, circolare. Quella dell’amore, troppo spesso associato, ingiustamente, all’irrazionale.
Una donna e un uomo. Ordinaria quotidianità, niente di strano, si potrebbe replicare, se non fosse che Eugenio ha la metà degli anni e studia all’Università, mentre Adele è una sua insegnante. Il suo corpo, pur florido, ha iniziato ad imboccare il sentiero della vecchiaia, percorrendo un cammino autonomo che lei si rifiuta di condividere, mentre Eugenio, certo, non appariscente, ma magnetico e carnale, è spudoratamente appassionante. E, proprio seguendo il filo delle passioni, i due protagonisti porteranno avanti il loro amore non convenzionale, contro la morale, contro la gente che parla, contro il destino che cerca di allontanarli. Anche perché, come insegna chi ha imparato a meditare, “non bisogna considerare il tempo come qualcosa che fugge via”. Un motivo in più per viverlo fino in fondo e per non lasciarsi sfuggire nessuna occasione.

Maria Pia Pozzato vive a Bologna, dove insegna al corso di laurea in Scienze della Comunicazione e al Master in giornalismo dell’ateneo emiliano. Ha lavorato per la Rai e si è sempre occupata di analisi semiotica dell’informazione stampata e televisiva, della letteratura e della moda. Si cimenta per la prima volta nella narrativa, ma ha già alle spalle una bibliografia di tutto rispetto. Tra le sue pubblicazioni, ricordiamo:
-1982 Il romanzo rosa, Milano, Espresso Strumenti
-1992 Dal "gentile pubblico" all'Auditel. Quarant'anni di rappresentazione televisiva dello spettatore, Torino, Nuova ERI
-1995 Lo spettatore senza qualità. Competenze e modelli di pubblico rappresentati in Tv, Torino, Nuova Eri
-1999 Scrivilo ancora, Sam. 150 modi di raccontare la scena di un film, Roma, Meltemi
-2000 Linea a Belgrado. La comunicazione giornalistica televisiva in Italia durante la guerra per il Kosovo
-2001 Semiotica del testo. Metodi, autori, esempi, Roma, Carocci
-2004 Leader, oracoli, assassini. Analisi semiotica dell'informazione, Roma, Carocci

 

 

 

 

Postato da: Danielito79 a 13:31 | link | commenti |


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Nome: Daniele Guido Gessa
Giornalista praticante, iscritto al master in giornalismo dell'Università di Padova.

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