Dedicato a tutti quelli che vogliono sapere qualcosa di me (Daniele Gessa, nato e vissuto in Sardegna fino al 1998. Poi il "Continente" lo ha risucchiato. E Daniele non si è opposto. Giornalista praticante iscritto al master di Padova, ora vive in Padania. Ma ogni notte sogna la sua isola... e ogni giorno si barcamena alla ricerca di un approdo, schivando i colpi bassi e le coltellate alle spalle). Dedicato anche .....A CHI NEL CORSO DE LA VITA MIA/ S'E' PREMURATO SEMPRE DE FREGAMME/ A CHI M'HA PRESO SENZA MAE RIDAMME/ A CHI PER SUO VANTAGGIO O PER SUA MANIA/ HA FATTO CONTRO ME CALUNNIA E SPIA/ A CHI M'HA ROTTO QUELLI TRA LE GAMME/ A CHI PEL CULO HA FATTO FOCO E FIAMME/ PERCHé DAL POSTO MEJO ANNASSI VIA/ A TUTTI QUELLI CHE M'HANNO ROVINATO/ LA LIBBERTA' LA GIOJA E L'ESISTENZA/ A CHI M'HA RISO, A CHI HA CANZONATO/ A CHI M'HA DETTO IN OGNI CASO: NO/ ...DOPO UN ESAME SERIO E DE COSCIENZA/ 'NCROCIO LI BRACCI E JE FACCIO: THO! ...un grazie di cuore a Pasquino
L'USO DEI BLOG NELLE ULTIME CAMPAGNE ELETTORALI. IL CASO BASSOLINO
(ASCA) - Roma, 11 feb - Antonio Bassolino, governatore uscente della Campania e ricandidato alla guida della regione per il centrosinistra, ha lanciato in Rete il proprio blog personale, all'indirizzo www.conbassolino.it.
In due mesi di campagna, oltre un milione di utenti unici. E praticamente tutti i giornali italiani lo hanno lodato. Tant’è che anche Italo Bocchino, lo sfidante, si è subito fatto un blog pure lui.
Allora, è vero oppure no che i giornalisti italiani - come qualcuno ha scritto e va sostenendo - odiano i blog? Proprio il caso del diario personale di Antonio Bassolino sembra sfatare questa diceria. Segno, forse, del fatto che anche i giornalisti nostrani, finalmente, stanno iniziando ad apprezzare la voce dei blogger? Voce che negli Stati Uniti d’America ha ormai raggiunto la stessa potenza e la stessa efficacia, in senso comunicativo, dei mass media tradizionali. La blogosfera, quindi, come un nuovo medium di diffusione delle idee politiche, mezzo che anche in Italia si sta facendo spazio fra una televisione imperante, una radio in crescita e un mercato della carta stampata gracile – basti osservare gli ultimi tristi dati sulla tiratura e sulle vendite, con quotidiani che registrano un meno otto o meno sette per cento - e fragile, fragilissimo.

La scelta di Bassolino di mettersi in gioco con un blog è stata quindi come un sassolino lanciato in una palude piatta e limacciosa. Una piccola perturbazione che, molto probabilmente, nel suo piccolo, ha anche contribuito alla vittoria dell’ex sindaco di Napoli alle ultime regionali. Perturbazione che è stata subito notata dai quotidiani italiani e, cosa ancor più stupefacente, magnificata.
Sul Corriere della Sera dello scorso 26 marzo, un articolo firmato da Alessandro Trocino e dal titolo Dalla Rete solo ironie, Prodi chiude il blog dopo un mese riassumeva la vicenda: “Il migliore rimane, a giudizio di quella nebulosa che è la blogosfera, il blog di Bassolino: aggiornato ogni giorno, essenziale, scritto non in politichese e con commenti non moderati (cioè non censurati). Il governatore trova il tempo di “abbracciare” Mario Merola, di fare gli auguri a Pino Daniele, di parlare del suo film preferito Oltre il giardino, e di raccontare una sua visita al mercato. I commentatori sono in genere simpatizzanti, ma nel blog l’agguato è dietro l’angolo. E allora trovi le filippiche di Armando (che qualcuno sospetta essere lo sfidante Bocchino) e le stilettate di Gilda, che nel post di autocelebrazione dei 58 anni bassoliniani, dopo una sfilza di augurissimi, interviene così: «Mo che hai mangiato e bevuto, ce lo fai sapere come usciamo dal cesso di città e di regione in cui viviamo»”.
Niente a che vedere, dunque, con quel “gioco al massacro che la stampa italiana ha intrapreso nei confronti della editoria personale in rete”, che Massimo Mantellini spiega dalle pagine del suo Manteblog: “Perché i giornalisti odiano i blog? Per una ragione competitiva – spiega Mantellini - i blog sono liberi, velocissimi, ascoltati. Il sogno infranto di gran parte dei professionisti dell’informazione del Belpaese. Per questo i media tradizionali li denigrano. (…) Altre ragioni. I blog sono diventati in tutto il mondo il filtro del lavoro giornalistico. È una forma di giudizio popolare al quale la stampa non è abituata. (…) I blogger sono diventati i cani da guardia dell’informazione. Si sono liberati dal giogo di mendicare una collaborazione saltuaria che non arriverà, un editore che il tuo libro non distribuirà a dovere, uno spazio minimo e malpagato. Un castello di piccoli e grandi privilegi che inizia a crollare perché nasce una alternativa certamente non economicamente significativa, ma almeno soddisfacente dal punto di vista personale”. E Mantellini pensa bene di mettere anche una ciliegina sulla torta, citando le opinioni in materia di alcuni noti giornalisti italiani. Riccardo Staglianò: “una valanga di pensierini narcisisti, infiniti sbrodolamenti sulle materie più microscopiche e tanta roba di cui a nessuno – eccezion fatta, forse, per amici intimi e familiari – fregherà un bel niente”. Anna Masera de

Lo sfidante segato: ITALO BOCCHINO
Ma quali sono stati i motivi del successo del blog di Antonio Bassolino? «Innanzitutto, una novità», spiega Stefano Porro, capo ufficio stampa del rieletto governatore della Campania e giornalista de l’Unità, direttore del dorso campano del quotidiano di sinistra: «è stato il primo blog di un politico aggiornato quotidianamente e con una comunicazione pressoché paritaria. La filosofia, da subito, è stata quella di una voce in mezzo a tante altre. Assai significativo il fatto che il titolo del primo post sia stato “un blog per ascoltare”. Il blog, infatti, è servito proprio a discutere il programma: abbiamo girato per tutta la regione con una serie di incontri d’ascolto, e il risultato di questi incontri veniva subito aggiornato sul sito».
Ma l’autore dei post era ed è veramente Bassolino? «Il blog l’ho costruito io – aggiunge Porro – e devo dire che gli è subito piaciuto. I post o li scriveva lui oppure me li dettava al telefono, oppure, ancora, li scriveva su dei fogliettini che mi girava al volo. Possiamo definirla una strategia ‘avanpop’: abbiamo ‘shiftato’ il linguaggio, abbiamo parlato di politica usando il linguaggio semplice della Rete. Bassolino si è giocato personalmente, parlando per esempio del rapporto con suo padre, per questo è piaciuto alla gente». Piaciuto, ma non a tutti, considerando Armando. Ma chi è, veramente, il fustigatore virtuale? «Armando non si sa chi sia – prosegue il capo ufficio stampa di Bassolino – ma è naturale, quasi fisiologico, che in un blog ci sia una voce critica. Se non ci fosse stata ci saremmo annoiati».
Rimane, tuttavia, un dubbio: il blog è uno strumento legato alla sola contingenza elettorale? «Assolutamente no», rassicura Porro, «il presidente ha capito che è uno strumento molto importante. Presto verrà spostato all’interno del sito della Regione e verrà aggiornato a cadenza settimanale».
Antonio Bassolino incassa critiche e lodi e, quasi istantaneamente, dice ai suoi (e)lettori che cosa ne pensa. In un post del 26 marzo, spiega: «Sul Corriere della Sera di oggi questo blog viene definito come “il migliore” tra quelli dei politici, perlomeno secondo il giudizio della blogosfera italiana. Devo confessare che la notizia mi imbarazza un po’, e allo stesso tempo mi fa molto piacere».
Ma il governatore campano non è stato il primo politico italiano a servirsi dello strumento del diario on line. Francesco Mollo ha ricostruito la storia in un intervento apparso su Quinto Stato: “…anche in Italia, dove il fenomeno blog ha poco più di due anni, è partita l’occupazione del web incolto da parte dei politici nostrani. Il primo blog di un politico italiano in ordine di tempo è quello del 40enne deputato diessino Piero Ruzzante, che ha aperto il suo diario nel gennaio 2003 (pieroruzzante.splinder.com, fermo a martedì 16 novembre 2004) ma che ha poi concentrato la sua attenzione su un meno faticoso sito tradizionale. Altri blogger delle prime ore sono stati Renato Soru, che ha lanciato il suo Progetto Sardegna (http://blog.progettosardegna.it, novembre 2003) alla vigilia delle regionali del 2004, e Sergio Cofferati (http://www.sergiocofferati.it, febbraio 2004), che ha aperto il blog in occasione della sua candidatura a sindaco di Bologna. Due esempi fortunati, non c’è che dire. E due canali che, in un modo o in un altro, rimangono oggi a disposizione dei cittadini per dialogare, almeno teoricamente, con i due amministratori di centrosinistra. (…) Con le elezioni regionali alle porte in molti si sono lanciati ad aprire una vetrina nella Rete: Tutti i candidati alla presidenza delle Regioni hanno il proprio sito internet; si tratta comunque di spazi web tradizionali, non di veri e blog. Fa eccezione solo l’ex sindaco di Napoli e candidato alla presidenza della Campania Antonio Bassolino (www.conbassolino.it/blog, da febbario 2005), che al sito tradizionale ha affiancato un diario in rete in cui ha promesso di raccontare il suo “viaggio nella regione”.
«Eppure - spiega Mattia Miani, studioso dei nuovi media e autore de La comunicazione politica in Internet – la situazione non è rosea. Tutte le campagne italiane, ormai, fanno uso anche dei siti. Ma, nella maggior parte dei casi, i siti web hanno solo una funzione di appendice. Non rivestono un ruolo strategico, anche perché alla base non c’è stata una riflessione approfondita. Vi è – prosegue Miani - anche una ragione strutturale. Al di là dei candidati ai governi regionali, la maggior parte dei candidati vengono scelti e presentati al pubblico all’ultimo momento. E in trenta giorni è veramente difficile costruire un dialogo, una presenza. Basti considerare che negli Stati Uniti Howard Dean, per fare un esempio, ha avuto un anno e mezzo». La comunicazione on line, quindi, sembra essere ancora al suo stato primordiale. E per quanto riguarda i blog? «Oggi in Italia – riprende Miani, fra le altre cose anche addetto stampa della Lega delle Cooperative - vengono spacciati per blog siti che in realtà non lo sono proprio. Un vero blog deve rispondere ad almeno tre condizioni. Innanzitutto, una condizione formale: il blog è un diario con regolarità cronologica. Poi, ci devono essere dei meccanismi dialogici di ‘botta e risposta’. Infine, l’ipertestualità: i blog dispiegano il loro potenziale quando producono una rete di collegamenti. E i blog in politica non vengono usati sempre in questo modo. Bisogna poi distinguere i blog dei politici dai blog sui politici. Anche in Italia, finalmente, stanno nascendo nuovi spazi di comunicazione che hanno una diretta influenza sulla politica. Nelle elezioni americane, i blog interferiscono già da tempo. Anche in Italia sta accadendo, ma per ora solo su scala limitata».
Il libro di Mattia Miani
Ma quali sono, in definitiva, i vantaggi di una campagna elettorale portata avanti tramite blog e siti classici rispetto a una campagna tradizionale? «In Italia la comunicazione politica tradizionale sbatte il mostro in prima pagina», spiega Rolando Dotti, noto pubblicitario bolognese. «Per mostro intendo il faccione dell’uomo politico, del candidato, che viene ‘offerto’ al pubblico come se fosse un alimento. La faccia sta al politico come l’immagine del cibo sta all’alimento che la pubblicità intende condurci ad acquistare. Ecco, allora, che la comunicazione politica via Internet può creare un rapporto più diretto, anche se solo per un determinato target. Target che, tuttavia, non è solo quello del maschio medio, acculturato e benestante. Davanti agli schermi dei pc ci sono molti più anziani di quanto si possa immaginare».
Ma cosa c’entra, allora, la faccia? «Oggi, per fare una comunicazione politica nuova – prosegue Dotti – bisognerebbe imparare a rinunciare al proprio volto. Ecco, quindi, che tenere un blog può essere una mossa azzeccata: redigere un diario on line e prendersene cura equivale a mostrare al proprio elettorato cosa c’è dietro il faccione del manifesto».
L’intimità, in definitiva, è la chiave di tutto. La capacità di instaurare un canale di comunicazione privilegiato e più ‘vero’ – o, almeno, con una parvenza di ‘verità’ – è praticamente necessaria alla riuscita della campagna elettorale via blog. Un ‘coming out’ quotidiano che ha portato Bassolino a parlare – meglio, a scrivere – della sua balbuzie e della sua sordità, del suo matrimonio e del suo amore viscerale per la musica napoletana. Un mettersi a nudo che forse ha contribuito a quel 61,6 per cento di voti che gli ha permesso di rimanere in carica. «Se ne è andato Gegè Di Giacomo – il post è del 2 aprile - un altro grande protagonista della canzone napoletana. Stamattina sono andato a salutarlo, a dargli il mio ultimo bacio… Gegè, mi mancherai». E, lo stesso giorno, un commosso saluto anche al Papa: «Giovanni Paolo II resterà per tutti noi indimenticabile. Le immagini delle sue visite in Campania sono nei nostri cuori e nella nostra mente. Grazie, Santo Padre, per come hai saputo starci vicino e per come hai saputo far camminare in tutto il mondo i valori della pace e della solidarietà». Intimità ripagata dall’affetto dei frequentatori del blog, come dimostra il commento di Luigi, datato 29 marzo: «Presidente, è davvero ammirevole che Lei trovi il tempo di tenere un blog. Diciamo pure che ha quasi dell’incredibile…». O quello, ancora, di Antonino, del 28 marzo: «Salve Presidente, sono uno di quel gruppo di giovani a cui ha stretto la mano, a Capri, ieri sera prima dell’incontro che ha tenuto all’Hotel
L'intimità è stata la chiave del successo In conclusione, un blog nato per instaurare un filo diretto con gli elettori e per discutere dei punti programmatici, è diventato, come scrive lo stesso Bassolino in un post, “un osservatorio privilegiato e uno strumento di relazione molto importante”.


Nome: Daniele Guido Gessa
Giornalista praticante, iscritto al master in giornalismo dell'Università di Padova.
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