Dedicato a tutti quelli che vogliono sapere qualcosa di me (Daniele Gessa, nato e vissuto in Sardegna fino al 1998. Poi il "Continente" lo ha risucchiato. E Daniele non si è opposto. Giornalista praticante iscritto al master di Padova, ora vive in Padania. Ma ogni notte sogna la sua isola... e ogni giorno si barcamena alla ricerca di un approdo, schivando i colpi bassi e le coltellate alle spalle). Dedicato anche .....A CHI NEL CORSO DE LA VITA MIA/ S'E' PREMURATO SEMPRE DE FREGAMME/ A CHI M'HA PRESO SENZA MAE RIDAMME/ A CHI PER SUO VANTAGGIO O PER SUA MANIA/ HA FATTO CONTRO ME CALUNNIA E SPIA/ A CHI M'HA ROTTO QUELLI TRA LE GAMME/ A CHI PEL CULO HA FATTO FOCO E FIAMME/ PERCHé DAL POSTO MEJO ANNASSI VIA/ A TUTTI QUELLI CHE M'HANNO ROVINATO/ LA LIBBERTA' LA GIOJA E L'ESISTENZA/ A CHI M'HA RISO, A CHI HA CANZONATO/ A CHI M'HA DETTO IN OGNI CASO: NO/ ...DOPO UN ESAME SERIO E DE COSCIENZA/ 'NCROCIO LI BRACCI E JE FACCIO: THO! ...un grazie di cuore a Pasquino

Un missionario in braghe corte: DON CARLETTO arriva in B e sogna Gigi Riva. Articolo pubblicato su unionesarda.it del 9 agosto 2001
Il sogno di Don Carlo? Giocare a pallone in Kenia sulle orme di Gigi Riva, aiutare un pezzo d’Africa e pregare tra un allenamento e un altro. Da San Basilio nel Gerrei a Nanyuki,on Bibbia, fischietto e 4-4-2: la missione di questo sardo che ormai parla in Kiswahili è veramente originale. La squadra nel Nanyuki si allena a migliaia di chilometri di distanza dall’Italia, ma i ragazzi si Don Carlo Rotondo sono ancora più lontani dal rutilante mondo del calcio nostrano. O passaporti falsi, gli striscioni razzisti, le botte sugli spalti, gli scandali, tutto questo non fa parte dei giocatori e dei tifosi della Top Life Nanyuki, che il sacerdote cagliaritano allena dal 1994, riuscendo a conciliare la missione religiosa con l’impegno calcistico, la fede cattolica con quella protestante o musulmana dei suoi calciatori, il calore della Sardegna con quello di una cittadina spaccata in due dall’Equatore, tra la savana e il Monte Kenya, a
«Uso la mia passione per dialogare con i giovani», racconta: «La diocesi di Cagliari è gemellata con quella di Nanyuki. Fu il vescovo a chiedermi la disponibilità di portare il mio contributo a questo fazzoletto d’Africa. E ne fui subito entusiasta. Iniziai a insegnare nella scuola della missione, ma vedevo che i ragazzi, una volta finiti gli studi, non avevano futuro. E così fondai la squadra, che partì dalla terza categoria e ora è arrivata a quella che corrisponde la serie B del campionato locale».
A Don Carlo manca il mare: «Mi piace l’abbronzatura, e adoro la pesca subacquea. Sono molto nostalgico, come tutti gli emigrati. Nel mio piccolo cerco di ricreare l’atmosfera dell’Isola anche in questo angolo sperduto. Come? Con lo spirito d’accoglienza tipico di noi sardi, ogni incontro nella missione è una festa, con tutti gli ospiti di passaggio cerco di condividere la mia voglia di fare gruppo: non c’è il salame, non c’è il pecorino, non c’è il vino, ma ci arrangiamo lo stesso».
I ragazzi della Top Life sono un bell’esempio di convivenza tra religioni ed etnie diverse. Trentacinque villaggi e altrettante tribù, 120mila persone in un territorio grande quanto la metà della provincia di Cagliari e con al centro una cittadina di 60mila abitanti, di cui 50mila nelle baraccopoli. Tante etnie, tanti credo e tanti problemi, ma quando si tratta di giocare le differenze vengono messe da parte. «Ognuno è libero di pregare chi o cosa vuole. Il venerdì non giochiamo, così i musulmani possono riposarsi e prima di ogni partita ci riposiamo per un momento di riflessione. La convivenza è una delle nostre grandi vittorie». (…)
Don Rotondo ama i suoi giovani. La carica del parroco che sproloquia di tattiche e che insegna il fuorigioco insieme al Vangelo schizza fuori dalla cornetta telefonica e travolge tutto e tutti. «Qualche settimana fa abbiamo giocato contro la squadra di una cittadina posta sulle sponde di un enorme lago. Abbiamo perso sei a zero, ma non ci ha turbato più di tanto. Dopo la partita ho affittato una barca e ci siamo fatti un giro per il lago: molti miei ragazzi non avevano mai visto un lago. È stato meraviglioso, avevano le lacrime agli occhi. Ho preferito questo alla vittoria, che, comunque, ci sarebbe tornata molto utile».
Chi vuole saperne di più o vuole mandare un aiuto può scrivere a: Don Carlo Rotondo, P.O. Box 86, Nanyuki, Kenia. O mandare un fax allo 00254-0176-32897


Nome: Daniele Guido Gessa
Giornalista praticante, iscritto al master in giornalismo dell'Università di Padova.
AAA ANCHE QUESTO BLOG MI APPARTIENE
Anna from Jesolo
Beatrice from Viareggio
Corrado from Padova
Cristiana from Padova
Cristina from Padova
Cristina from Padova
De Biase
Eleonora from Rovigo
Elisa from Verona
Elisabetta from Lodi
Fabio from Parma
Federico from Treviso
Francesca from Oristano
Francesca from Venessssia
Giovanni from Treviso
Luisa Bertini from Ancona
Manuela from Verona
Maria from Liguria/Calabria
Maria Grazia from Gargano
Marta from Vicenza
Matteo from Verona
Michele from Recanati
Nicla from Belluno
Nicola from Campolongo
STEFANIA GIORNALISTA-BLOGGER
Valeria from Sicily
visitato *loading* volte