Dedicato a tutti quelli che vogliono sapere qualcosa di me (Daniele Gessa, nato e vissuto in Sardegna fino al 1998. Poi il "Continente" lo ha risucchiato. E Daniele non si è opposto. Giornalista praticante iscritto al master di Padova, ora vive in Padania. Ma ogni notte sogna la sua isola... e ogni giorno si barcamena alla ricerca di un approdo, schivando i colpi bassi e le coltellate alle spalle). Dedicato anche .....A CHI NEL CORSO DE LA VITA MIA/ S'E' PREMURATO SEMPRE DE FREGAMME/ A CHI M'HA PRESO SENZA MAE RIDAMME/ A CHI PER SUO VANTAGGIO O PER SUA MANIA/ HA FATTO CONTRO ME CALUNNIA E SPIA/ A CHI M'HA ROTTO QUELLI TRA LE GAMME/ A CHI PEL CULO HA FATTO FOCO E FIAMME/ PERCHé DAL POSTO MEJO ANNASSI VIA/ A TUTTI QUELLI CHE M'HANNO ROVINATO/ LA LIBBERTA' LA GIOJA E L'ESISTENZA/ A CHI M'HA RISO, A CHI HA CANZONATO/ A CHI M'HA DETTO IN OGNI CASO: NO/ ...DOPO UN ESAME SERIO E DE COSCIENZA/ 'NCROCIO LI BRACCI E JE FACCIO: THO! ...un grazie di cuore a Pasquino
a proposito di cibo... maialetti arrosto alla maniera sarda
ENRICO MENDUNI, massmediologo, ci parla di cibo e comunicazione. Articolo pubblicato su ABC del 27 aprile 2004
«Per parlare di qualità oggi serve tanto cuore».
Il piccolo produttore di nicchia che vuole fare pubblicità per aumentare le vendite e tirare su i profitti non può fare affidamento solo sulle proprie forze. È quanto sostiene Enrico Menduni, professore associato di Comunicazione di massa e di Linguaggio radiotelevisivo all’Università di Siena e di Linguaggio radiofonico all’Università Iulm di Milano.
«La comunicazione d’azienda – spiega – deve prevedere azioni concertate da parte dei pubblici poteri, dei produttori e dell’università, perché anche il sapere accademico è importante. Senza questa collaborazione, un tessuto di micro imprese quale è quello italiano non ce la fa a sopportare le sfide. Allo stesso tempo, bisogna evitare che la comunicazione aziendale si tramuti in marketing bieco, altrimenti non si riesce a far affezionare i consumatori al prodotto, che deve essere presentato in modo appassionato. Insomma, ci vuole sempre un po’ di cuore».
E non è detto che l’affetto nasca dopo anni e anni di consumo. «Oggi molti prodotti d’eccellenza non hanno nessuna tradizione alle spalle, ma non per questo non hanno possibilità di farsi amare. Penso per esempio al caso del Brunello di Montalcino, di cui tanto si parla e che ha ormai migliaia di estimatori, un prodotto inventato a tavolino e dalla storia di pochi anni, che comunque, nell’immaginario, richiama subito il modo di vivere toscano. Questo è un caso di comunicazione riuscita». (omissis) «Anche negli Stati Uniti, ormai, le pubblicità dei cibi si basano su elementi passionali. Il cibo, fino a poco tempo fa, era un elemento del tutto estraneo alla tradizione anglosassone, gli spettatori andavano “educati”. Ma, con l’aumento degli ispanici, il popolo americano è sempre più simile a quello italiano».


Nome: Daniele Guido Gessa
Giornalista praticante, iscritto al master in giornalismo dell'Università di Padova.
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