Una sorta di vetrina

Dedicato a tutti quelli che vogliono sapere qualcosa di me (Daniele Gessa, nato e vissuto in Sardegna fino al 1998. Poi il "Continente" lo ha risucchiato. E Daniele non si è opposto. Giornalista praticante iscritto al master di Padova, ora vive in Padania. Ma ogni notte sogna la sua isola... e ogni giorno si barcamena alla ricerca di un approdo, schivando i colpi bassi e le coltellate alle spalle). Dedicato anche .....A CHI NEL CORSO DE LA VITA MIA/ S'E' PREMURATO SEMPRE DE FREGAMME/ A CHI M'HA PRESO SENZA MAE RIDAMME/ A CHI PER SUO VANTAGGIO O PER SUA MANIA/ HA FATTO CONTRO ME CALUNNIA E SPIA/ A CHI M'HA ROTTO QUELLI TRA LE GAMME/ A CHI PEL CULO HA FATTO FOCO E FIAMME/ PERCHé DAL POSTO MEJO ANNASSI VIA/ A TUTTI QUELLI CHE M'HANNO ROVINATO/ LA LIBBERTA' LA GIOJA E L'ESISTENZA/ A CHI M'HA RISO, A CHI HA CANZONATO/ A CHI M'HA DETTO IN OGNI CASO: NO/ ...DOPO UN ESAME SERIO E DE COSCIENZA/ 'NCROCIO LI BRACCI E JE FACCIO: THO! ...un grazie di cuore a Pasquino

martedì, 26 aprile 2005


E ora PATRIZIO ROVERSI, che consiglia: «Mai scordare una sacca vuota per i souvenir». Articolo pubblicato su ABC del 22 giugno 2004 
 

Fosse per lui, se ne starebbe sempre in casa, a Bologna. Ma la vita lo ha costretto a viaggiare continuamente in lungo e in largo per il mondo, un calvario che, per vivere, deve affrontare a testa alta.

«Partire per me è sempre complicato», spiega Patrizio Roversi, ideatore e conduttore di seguitissimi programmi televisivi e frontman della cultura bolognese di sinistra. «Quando abbandono la mia casa sono ansioso, vorrei piangere ogni volta. Eppure, appena l’aereo parte, tutto passa. E poi ormai ho fatto gli anticorpi, per i quali sono state necessarie ben tre diarree in tre posti diversi!».

Molti dicono che viaggiare sia come una droga. Lei come ha iniziato?

«Prima di cominciare con Syusy, le mie uniche vacanze erano state quelle in roulotte con mamma e papà. Poi, per Mixer di Minoli, partimmo per girare dei servizi di colore: ricordo in particolare il viaggio in Urss per le elezioni. Da lì l’idea, e ci siamo inventati un nuovo lavoro. Il primo reportage, nel 1991, è stato quello dall’India, un terrore: avevo paura delle malattie, delle infezioni, del clima, praticamente di tutto. Poi, tornato in Italia, mi sono accorto che avevo fatto un’esperienza incredibile e meravigliosa. In India è esplosa la voglia di viaggiare, ma non parlerei di dipendenza e assuefazione, quanto di una bella tentazione, quasi un bel piatto davanti agli occhi. Voglia che tuttavia, ripeto, si è subito scontrata con la mia indole più profonda».

Postato da: Danielito79 a 10:37 | link | commenti |


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Utente: Danielito79
Nome: Daniele Guido Gessa
Giornalista praticante, iscritto al master in giornalismo dell'Università di Padova.

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